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Mentre stavo esplorando le possibilità di nuove e più efficienti tecniche di magia fui colpito dal fatto che una visione strutturalista della storia della magia avrebbe potuto essere utile. Dopotutto, i maghi hanno sempre aspirato a ribadire la teoria e la pratica della magia nel linguaggio dei loro tempi, in modelli differenti pertinenti alle correnti visioni del mondo, ad esempio.

Sussiste, in ogni caso, il rischio che si corre in tale approccio: i modelli non spiegano in realtà davvero ogni cosa, sono solo illustrazioni di processi, anche se alcuni erano utili. Inoltre, sistemizzare troppo tende ad offuscare più che a chiarire, ed in ogni caso non si dovrebbe scambiare la mappa per il territorio, una errore al quale sembrava ben predisposto un gran numero di cabalisti.

Quindi, I seguenti cinque (o piuttosto quattro più uno) modelli di magia dovrebbero essere considerati come un metodo per comprendere le possibilità pratiche dei vari sistemi magici, piuttosto che come teorie definitive e/o come spiegazioni del modo in cui la magia funziona.

In senso pratico, la visione della magia secondo le seguenti categorie si è dimosrata efficiente:

- Il Modello Spiritico

- Il Modello Energetico

- Il Modello Psicologico

- Il Modello a Informazione

- Il Meta-Modello

 

Il Modello Spiritico

   

Questo è presumibilmente il più vecchio modello di magia anche se sarebbe potuto nascere dopo o in contemporanea con il modello energetico. Lo troviamo in tutto il mondo nelle culture sciamaniche così come in molte religioni. Le sue premesse base sono l’ esistenza di un altro-mondo abitato da più o meno entità come spiriti, angeli, demoni, dei, ecc. Lo sciamano o il mago è qualcuno che può entrare in questo altro-mondo a piacimento, che vi ha viaggiato abbondantemente, che conosce il suo linguaggio ed i suoi usi, e si è fatto degli amici, acerrimi nemici ed ha anche acquisito alleati e servitori qui. Ciò è importante come tutta la magia lo è in merito alla creazione di queste entità. Il termine contemporaneo Tedesco per Strega, “Hexe” ci mostra ciò piuttosto bene se diamo un’ occhiata più da vicino alla sua etimologia. Deriva dall’ antico alto germanico “hagazussa”, che si traduce con “la guardiana del recinto”. La Hagazussa stava di guardia ai “recinti tra i mondi”, ovvero, si trova a casa sua nella vita quotidiana così come nel magico altro-mondo degli spiriti

Nel modello spiritico, la magia è considerata essere causata da queste entità, che di solito sono invisibili, almeno al cliente medio, ed è compito dello sciamano o del mago mettere la sua volontà in atto. Ciò può essere fatto tramite preghiera, un baratto, la persuasione o anche – vide la magia demonica medievale – con l’ applicazione di forza magica, minacce e pressioni (gli scongiuri dei grimori medievali).

L’ altro-mondo può avere la propria geografia ma è solitamente considerata coesistere con il mondo della vita di tutti i giorni. La chiave per entrare in esso è uno stato alterato di coscienza, trance controllata o estasi di cui lo sciamano è un esperto. Il modello spiritico è prevalso nella magia tradizionalista o dogmatica fino ad oggi; alcuni dei suoi più noti esponenti sono Franz Bardon, allargandoci anche fino ad Aleister Crowley.

 

il Modello Energetico

 

L’ ascesa del modello energetico in occidente è segnato in primo luogo dall’ apparizione del Mesmerismo verso la fine del XVIII secolo. Anton Mesmer, che non era un occultista ma che era, dall’ altro lato, considerato dai suoi contemporanei come una persona che “compiva i miracoli”, riscoprì tra altre cose le antiche discipline di guarigione dell’ ipnosi e del magnetismo. Rese popolare la sua teoria del “magnetismo animale” che egli vedeva come una forza sottile presente negli organismi, ma fece anche ampio uso di metalli magnetici per scopi terapeutici.

Mentre la Rivoluzione Francese interruppe temporaneamente il movimento di Mesmer, le idee non vennero perdute. Esse vennero riprese da altri, prevalentemente occultisti, da cui attinsero mentre stavano sviluppando le proprie teorie sulla magia. Uno dei primi a farlo fu Bulwer Lytton della Societas Rosicruciana in Anglia (SRIA), che ipotizzò l’ esistenza di un’ energia sottile che chiamò Vril, termine che probabilmente deriva dal Latino “virilitas”, o “forza, potenza” (Questo era in realtà il modello della nomenclatura “Bovril”, dal Latino “bovis, “bue”, e “Vril”, ”Forza Vitale”). Possiamo osservare interessanti parallelismi con i concetti delle teorie vitaliste della biologia che si stavano diffondendo nel medesimo periodo. Altri esponenti del modello energetico di magia (non però così chiamati) furono Reichenbach con il suo concetto di Od. Eliphas Levi e la sua luce astrale e Madame Blavatsky, che adottò le teorie del Prana dalla fisiologia Yoga. Questa era anche l’ epoca in cui l’ antropologia e l’ etnologia scoprirono il concetto Polinesiano di Mana, e gli studiosi Asiatici cominciarono ad occuparsi del principio Cinese del Ki o Ch’i (Chi). Gli ultimi giunsero a mostrare, ovviamente, che l’ idea delle energie sottili utilizzate in magia risaliva a ben prima del XVIII secolo. In verità, la possiamo già osservare nelle prime culture sciamaniche. La magia sciamanica è molto frequentemente una mescolanza del modello spiritico ed energetico. Ad esempio lo sciamano richiama i suoi spiriti o dei per ricevere “potere”, o potrebbe, viceversa, usare il suo potere per richiedere favori ad essi.

Nella sua forma pura, in ogni caso, lo sciamano o il mago non ha bisogno di spiriti o altre entità. Il mondo è considerato essere “vitalizzato” da sottili forze od energie ed il suo compito primario consiste nell’ avere la padronanza dell’ arte di percepirle e manipolarle. Come tutti i fenomeni sono di base energetici in natura, l’ esistenza di un altro-mondo non è strettamente richiesta. Di conseguenza, il mago è più un “danzatore di energie” che un “guardiano di recinti” o una via di mezzo. Ma anche qui la chiave per la percezione, la carica ed il generale utilizzo di queste forze, è ancora la trance magica, o, in termini di Chaos Magic, la Gnosi.

Teoria e pratica appartenenti alla categoria del modello energetico possono essere rinvenute nelle opere di molti autori magici, ma questo modello ha visto la sua reale popolarità su larga scala soltanto a partire dagli anni ’70, quando l’ afflusso generale del pensiero Orientale (al ritmo del movimento Hippie) diffuse concetti come “chakra” e “kundalini” divenendo pilastri della maggior parte delle discipline occulte. Si possono rinvenire forti elementi del modello energetico anche nel sistema di Franz Bardon dei “fluidi elettromagnetici“, dei “condensatori”, ecc.

Il Modello Psicologico

 

La teoria di Sigmund Freud del subconscio rivoluzionò il pensiero Occidentale in generale e la psicologia (che non inventò lui, come alcuni sembrano credere. [n.d.t. Vedasi Wundt e la Gestalt]) in particolare. Improvvisamente, l’ uomo venne considerato solo parzialmente conscio e in controllo di sé. Mentre la psicologia stava ancora combattendo per il suo riconoscimento accademico quale scienza, lasciò il segno nelle discipline terapeutiche – e nella magia.

Il modello psicologico di magia non pretende di spiegare come la magia funzioni, la sua sola premessa è che il subconscio (o, come Carl Gustav Jung più tardi rinominò, l’ inconscio) farà il suo lavoro se indirizzato e/o condizionato nel giusto modo. Tutto questo viene ancora ottenuto con la trance magica, la suggestione e l’ uso di simboli (ovvero input selettivo sensorio) quali strumenti di associazione e come mezzi di comunicazione tra la Volontà conscia del mago e la sua facoltà subconscia responsabile per far sì che abbia effetto.

Aleister Crowley ci ha sguazzato un bel po’ con il modello psicologico, e non è una sorpresa se egli non abbia soltanto tentato di tenere il passo con tutte le più importanti discipline accademiche del suo tempo, ma pensasse anche di essere il più grande psicologo del mondo. Ma tutto considerato, egli rimase un esponente tradizionalista del modello spiritico: dopotutto Aiwass, Crowley la credeva un’ entità preternaturale. Ciònonostate, egli aveva la capacità di spiegare la magia in termini psicologici per renderla comprensibile agli scettici della sua epoca.

Un approccio più radicale fu adottato da Austin Osman Spare la cui magia dei sigilli poggia sui principi base del modello psicologico. Il brillante sistema di Spare è, nel principio, un inversione della teoria dei complessi di Freud: reprimendo attivamente la sua Volontà nella forma di un sigillo grafico e, dimenticandolo, il mago crea un “complesso” artificiale che poi comincia ad operare su linee simili proprio come i traumi subconsci soppressi causano comportamenti nevrotici, ecc.

Il mago psicologico è un programmatore di simboli e di diversi stati di coscienza. Non ha necessariamente bisogno un altro-mondo trascendente o di energie sottili, sebbene in pratica opererà di solito sull’ ipotesi che uno o le altre (o entrambi) in realtà esistano e possano essere utilizzate dal suo subconscio.

Autori come Israel Regardie, Dion Fortune, William Butler, Francis King, William Gray ed in qualche misura Pete Carroll aderiscono al modello psicologico che sembra essere il dominio primario del mondo della magia Anglofono, e che è divenuto il paradigma dominante dagli anni ’70.

Il Modello a Informazione

 

Il modello di magia a informazione è stato sviluppato a partire da circa il 1987, e si dibatte ancora in maniera considerevole in merito alla direzione che prenderà in definitiva. Le sue premesse base ad oggi sono:

L’ energia in quanto tale è “stupida”: richiede informazioni sul cosa fare; ciò possono essere le cosiddette leggi della natura o comandi diretti.

L’ informazione non ha né massa né energia. Di conseguenza, è più veloce della luce e non confinata dai limiti del continuum spazio-tempo Einsteiniano. Può essere trasmessa o sfruttata sempre ed in ogni luogo. Analogicamente (ma ovviamente solo in maniera analogica!) può essere paragonata ad un fenomeno quantico piuttosto che ad una massa-energia relativistica. Essa può, in ogni caso, unirsi ad un mezzo, per esempio ad un organismo o ad un altro dispositivo di archiviazione di memoria.

Al principio del dibattito teorico si credeva ancora che il postulato dei campi morfici (o, più precisamente, morfogenetici) come ipotizzato da Rupert Sheldrake dovesse essere un fattore essenziale per spiegare la modalità della reale trasmissione di informazione. Ciò, comunque, mentre era ancora oggetto di discussione, non sembrava essere una stretta prerogativa sebbene non si potesse escludere che un atto di magia a informazione avrebbe potuto creare tali campi. Sembrava più probabile che il concetto di matrici di informazione avrebbe dimostrato di essere la teoria più promettente alla lunga.    

L’ applicazione del modello a informazione ancora in evoluzione ci ha portato alla disciplina che ho chiamato “Cybermagic” (da “cibernetica” o la “scienza dei sistemi di controllo”). Contrariamente agli altri metodi descritti sopra, laa Cybermagic non si basa sulle trance magiche per raggiungere i suoi effetti. Piuttosto, il Cybermago attiva sia i suoi banchi di memoria principali, ossia il cervello e la spina dorsale, sia quelli della persona bersaglio. L’ informazione desiderata è quindi richiamata e trasmessa in maniera abbastanza simile al comando “copia” su un computer MS-DOS. L’ analogia con il comando “copia” mostra in buona misura come l’ informazione (non avente massa) non venga in realtà “perduta” nel processo (come sarebbe accaduto con l’ energia), ma venga invece duplicata. Questo è un punto importante poiché consente al mago di compiere la propria magia anche in uno stato di potere fisico molto basso, forse anche quando completamente intossicato, finchè i suoi “sistemi di supporto vitale” base sono ancora funzionanti ed il comando sintassi è impiegato correttamente.

E’ comunque ovvio che questa tecnica richieda un giusto controllo degli effetti di ciò che viene chiamata kundalini e la pratica ha dimostrato di nuovo come sempre che un buon bagaglio di esperienze di Yoga e meditazione siano di grande utilità nella pratica della Cybermagic. Sfortunatamente, la teoria e la pratica della Cybermagic non può essere qui trattata in toto a causa della mancanza di spazio e sarà quindi il tema di un articolo a parte che pubblicheremo più avanti. Ad oggi, il principale lavoro di ricerca sperimentale è stato svolto all’ interno del Patto Magico degli Illuminati di Thanateros (IOT) ed alcuni risultati abbastanza sorprendenti sono già stati raggiunti, specialmente nel campo del trasferimento del linguaggio e della conoscenza così come in quello della guarigione magica.

Nonostante le sue vedute molte moderne ed anti-tradizionaliste, i principi base della Cybermagic potrebbero in verità essere alla base della più antica forma di magia esistente. Poiché possiamo, per esempio, rinvenire in Oriente un certo numero di testimonianze di guru che trasferivano tutta la propria conoscenza al proprio successore prima della morte, cosa che solitamente si ottiene con un atto di lunga meditazione reciproca.

Ciò ci conduce a presentare la magia come un tutto che è sempre esistito in molti modelli coesistenti. Quel che comunque è cambiato è lo sforzo su un modello o su di un altro nel corso del tempo.

Il Meta - Modello

 

Il meta-modello di magia non è un modello in quanto tale, ma piuttosto un’ istruzione dell’uso degli altri ed il suo unico consiglio al mago è: “Usa sempre il modello più adeguato ai tuoi scopi”. Ciò potrà sembrare alquanto banale, ma vedremo che tra i maghi non è così scontato come ci si potrebbe aspettare. Nella Chaos Magick è radicata l’asserzione secondo cui “Nulla è vero. Tutto è concesso”, che in ultima analisi si riduce ad utilitarismo pragmatico. Prima che questo aspetto venga ampliato, diamo uno sguardo ad un esempio dei modelli presentati qui come se venissero applicati nella pratica.

Prenderemo in esame la guarigione magica per dimostrare come questi modelli differiscono l’ uno dall’ altro.

Nel modello spirituale la guarigione è vista come un esorcismo: la malattia è causata dal “male” o quantomeno da entità indesiderate che devono essere neutralizzate e rimosse dallo sciamano o dal mago. Nel caso di un paziente con problemi al cuore, lo sciamano potrà, ad esempio, “vedere” una lucertola verde nelle vicinanze del cuore, che deve essere rimossa. Per fare questo lo sciamano solitamente chiamerà in aiuto i propri spiriti che andranno a gestire la situazione. Esorcizzato nel giusto modo, il paziente sarà stato liberato dalla causa della sua malattia e potrà riprendersi.

Nel modello energetico le malattie sono considerate essere causate da squilibri energetici. Di conseguenza, il nostro paziente malato di cuore potrebbe avere troppa (o troppo poca) “energia ignea” nel sua chakra del cuore, ed il compito del mago consisterà nel ripristinare quell’ equilibrio di energie comunemente definite “salute”. Ciò potrà essere compiuto imponendo le mani, usando cristalli e pietre preziose, tramite magnetismo o massaggio chakrico, ecc. L’equilibrio sarà stato ripristinato, ed il paziente sarà considerato come guarito.

Nel modello psicologico la malattia è considerata di base di natura psicosomatica. Il mago quindi farà sia un lavoro rituale con il paziente che aumenti la sua stamina e risolva i suoi problemi (ad esempio un rituale di Saturno per far fronte alle “cause Saturniane” che si pensa il paziente abbia evitato ammalandosi) o caricherà un sigillo per la salute del paziente. Di preferenza, egli istruirà il paziente su come costruire a caricare il suo sigillo.

Nel modello a informazione, il Cybermago trasmetterà una “matrice di guarigione” informazionale all’ interno del sistema del paziente (o in qualche modo creerà un “campo morfico” di guarigione ed auto guarigione) e lascerà che le energie del paziente attingano da lì per fare il lavoro automaticamente. Ciò si base sull’ ipotesi che le energie siano ancora abbastanza potenti per compiere il lavoro, altrimenti tornerà al modello energetico per fornire al paziente le energie addizionali richieste per installare un’ altra matrice di informazione per creare un afflusso della forza desiderata.

Seguendo il meta-modello il mago deciderà in anticipo con quale paradigma darà inizio alla sua operazione. Questo non esclude necessariamente la possibilità di cambiare paradigma a metà dell’ operazoone o di mescolarli, ovviamente. Di solito si decide in base alla convenienza, all’ efficienza ed alle preferenze personali. Quindi, personalmente, io trovo l’ opera di guarigione con pazienti più semplice con il modello spiritico od energetico, mentre mi sembra di ottenere risultati migliori con l’ autoguarigione impiegando sia il modello psicologico che a informazione. Ed ancora, il lavoro cybermagico tende a richiedere due giorni per mostrare effetti osservabili così che potrebbe essere più conveniente decidere di passare al modello energetico ed imporre le mani quando il dolore è molto acuto.

Un altro importante fattore è il tempo. Mentre i rituali tradizionalisti del modello spiritico potevano richiedere mezza giornata o settimane o addirittura mesi, le operazioni del modello energetico di rado richiedono più di qualche ora al massimo. Se prendiamo la magia dei sigilli di Spare come esempio per tecniche molto veloci all’interno del modello psicologico, l’ operazione potrà essere svolta e chiusa nell’arco di cinque-dieci minuti. Le operazioni del modello a informazione dall’ altro lato richiedono circa tre quarti di secondo, un intervallo di tempo che può esser reso ancora più breve da un esperto Cybermago.

Evidente come il meta-modello può sembrare, nella pratica molte persone sembrano in qualche modo non trovarsi a proprio agio con il suo relativismo. Questo è molto spesso il caso dei principianti in magia. Un tipico dialogo su questo tema potrebbe esser questo:

“Esistono gli spiriti?”
“Nel modello spiritico, sì.”
“E nel modello energetico?”
“Nel modello energetico ci sono sottili forme di energie.”
“Ed in merito al modello psicologico?”
“Beh, nel modello psicologico abbiamo a che fare con proiezioni del subconscio.”
“E che accade nel modello a informazione allora?”
“Nel modello a informazione ci sono i cluster di informazione.”
“Si, ma adesso gli spiriti esistono sì o no?”
“Nel modello spiritico, sì.”

Questo loop logico, ovviamente, è di solito sperimentato come un esercizio abbastanza frustrante: ma mentre il questionante afferma che il mago sta tentando di evitare l’ argomento, egli sta contemporaneamente trascurando il fatto che egli stesso sta di base ribadendo la solita vecchia storia dell’ assoluta verità “oggettiva” – non un approccio magico quantico. In ogni caso, l’ aspirante cyberpunk mago di oggi non può aspettarsi di risparmiarsi il travaglio di venire a patti con la nozione che libertà e dogma si escludono a vicenda.