Crea sito
 ESCAPE='HTML'
 ESCAPE='HTML'

Padraig O Mealoid è un giornalista specializzato in fumetti. Di lui sappiamo ben poco, quel che sappiamo è che ha intervistato Alan Moore alla Mighy Moore Marathon, una convention dedicata totalmente a quest’ ultimo grandissimo, talentuoso  e ben conosciuto disegnatore di fumetti… nonché esperto di occultismo. Per chi non sapesse chi sia Alan Moore, forniamo qui un suo profilo parziale:

 

 ESCAPE='HTML'

Alan Oswald Moore (Northampton, 18 novembre 1953) è un fumettista, scrittore,compositore, cantautore e occultista britannico.

Si è guadagnato una notevole fama tra gli autori di fumetti grazie soprattutto a opere quali Batman: The Killing Joke, Watchmen, From Hell e V for Vendetta.

È inoltre un romanziere, cantante e cantautore (particolari le sue rappresentazioni teatrali: un misto tra parte recitata e musica, preferibilmente elettronica) e, dal giorno del suo quarantesimo compleanno, si è autoproclamato mago.

Influenzato da Brian Eno e Captain Beefheart, in campo musicale, tra le sue letture formative si contano Mervyn Peake, William Seward Burroughs, Thomas Pynchon,Michael Moorcock, oltre ai fumetti letti nel periodo dell'infanzia.


 
Riti magici

Il punto di svolta che ha dato a Moore una nuova consapevolezza, non solo della vita, ma anche del modo di concepire il fumetto e la musica è il giorno del suo quarantesimo compleanno: si autoproclama mago, più precisamente sciamano, e con l'amico Steve Moore inizia a dedicarsi all'approfondimento della magia. Sempre con lo stesso Steve, il 7 gennaio del1994, Alan sembra abbia evocato Glycon, una divinità-serpente romana, da quel giorno suo nume tutelare (ricorrerà spesso nelle sue opere musicali e ci sono numerosi accenni nei suoi fumetti della linea ABC). Tuttavia Alan Moore è il primo a definire il suo «nume tutelare» come «un completo imbroglio» (A complete hoax).

Il nuovo percorso spirituale di Moore è l'unione di musica, parole ed immagini: Alan crea dei veri e propri riti magici, cui il pubblico partecipa ed assiste come parte integrante. Il primo rito è The Moon and the Serpent Gran Egyptian Theatre of Marvels, rappresentato il 16 luglio 1994 durante il festival Disobey al Birdewell Theatre.

Nello stesso teatro, in quel periodo, si stava provando Birth Caul, che però viene rappresentata più tardi, anche se l'incisione venne pubblicata prima del Theatre of Marvels, in quanto nell'agosto del 1995 muore la madre Sylvia. Questo evento, in un certo senso, porta ad una nuova rilettura del lavoro, rappresentato il 18 novembre 1995 alla Old County Court. Entrambe le rappresentazioni sono fatte in collaborazione con David J e Tim Perkins.

Sempre nel 1995 scrive un pezzo per LP Maurice and I delle Flash Girls, gruppo country americano, che conta collaborazioni anche con Neil Gaiman.

Seguono, quindi, The Highbury Working, durante il festival della magia di Highbury del novembre del 1997; nel 1998 esceBrought to Light, colonna sonora dell'omonimo fumetto e nel 1999, per Hexentexts: A Creation Book Sampler, realizza la copertina e presenta la prima versione di Hair of the Snake That Bit Me. Quindi, sempre nel 1999, la sua terza rappresentazione, Snakes and Ladders, fatta nella Red Lion Square a Holborn, che è anche la seconda, dopo Birth Caul, a diventare un fumetto, grazie alla certosina opera di trasposizione condotta da Eddie Campbell.

Infine, la sua ultima rappresentazione è del 2 febbraio 2001: Angel Passage; certo non sarà la sua ultima opera di tal genere, considerando che sta lavorando al CD Disco Cabala, un progetto particolare col quale cercherà di presentare la tradizione della cabala in chiave dance.

 

Dopo questa introduzione, vi forniamo la parte dell’ intervista estrapolata da quella completa, per focalizzarci su ciò che a noi maggiormente interessa e per scoprire il punto di vista di Moore in merito a certe tematiche esoteriche. Ecco l’ intervista...

 

P: Bene. Ok, ora abbiamo un sacco di domande in merito alla magia. Un sacco di gente sostiene di essersi  interessata alla magia leggendo di te e della tua opera e cose del genere, e si chiedevano da dove avrebbero dovuto cominciare, che cosa avrebbero dovuto leggere e in quale modo si sarebbero dovuti atteggiare.

AM: Beh, potrei consigliare ciò che Steve Moore mi consigliò, ovvero di scegliere un dio, oppure, a seconda di come si consideri il dio, che sia lui a farlo. Approfittare di un momento di identificazione, qualcosa tipo un’ idea, un concetto, che si possa esplorare. Ovviamente, se loro sono interessatii alla magia, allora Thoth, Hermes, Mercurio, potrebbe essere la scelta migliore, ma ognuno si sceglierà il proprio dio. E ‘ una sorta di, come dire, forma concettuale che possono esplorare e con cui forse costruire una specie di rapporto. Il Magick, tratta di tutto ciò

In merito a quali libri leggere, direi di prendere un paio di libri decenti, di prendere un buon testo sulla Qabalah dato che di base tutti i sistemi magici, o la stragrande maggioranza di essi, vengono “mappati” ed associati molto facilmente con la Qabalah. Esso era il sistema su cui la Golden Dawn basava la maggioranza dei propri rituali e gradi ed è abbastanza centrale comprendere come i tipi di magia corrispondano tra loro. Questa non è la versione della Qabalah seguita da Madonna. Esiste un libro scritto da un certo Will Partiff intitolato “The Living Qabalah” o “The New Living Qabalah”  - penso esistano un paio di edizioni di esso - che è molto lucido, e dovrebbe darvi almeno un po’ di nozioni per principianti.

Di base, ciò che può essere considerato un buon consiglio, consiste semplicemente nel leggere qualsiasi vecchia robaccia, e riempirvi la testa di un mare di informazioni in merito all’ occulto, e di paradossi sull’ occultismo, e quel che avrete ammonterà ad una gran quantità, ed una volta fatto ciò, semplicemente fare affidamento sulla vostra discriminazione, sul vostro senso di discriminazione ormai in via di sviluppo per distinguere realmente ciò che è prezioso da ciò che non lo è. Scoprirete che avendo tutte queste piccole idee in testa, vi aiuterà a condurre la vostra coscienza nel corretto tipo di aree, scoprirete di stare prendendo in considerazione nuove idee, altre le abbandonerete, ed alcune di esse forse le troverete preziose.

Il “Magick Without Tears” di Aleister Crowley è da prendere piuttosto in considerazione, poiché fu scritto per un pubblico che non aveva assolutamente alcuna conoscenza della sua filosofia occulta. Per gustare il sapore della magia, al posto dii leggere materiale non valido, potrebbero leggere un paio di libri di Lon Milo Duquette: uno dei suoi libri in particolare, “La Mia Vita Con Gli Spiriti” fornisce un po’ del sapore della magia, ed è uno scrittore molto divertente. Poi c’ è Robert Anton Wilson: la sua trilogia sugli Illuminati è per certo fantastica, e contiene un mucchio di informazioni in merito all’ anarchia, alla magia e ad ogni sorta di qualsiasi altro argomento, ma qualcuna delle opere che ha scritto per la New Falcon Books, come “Coincidance” e “Prometheus Rising”, che in origine erano i “Playboy Book of the Breast”, sono in realtà divenuti il trattamento meditativo di Wilson sull’ energia femminile della dea.

Come ho detto, questi sono tutti quelli che ho apprezzato, e che forse vi suggeriranno una categoria tra i tipi di idee su cui dovreste cominciare a riflettere,ed anche provare a tener a mente che ogni cosa sta accadendo al di sopra di un livello di pura metafora. Ciò significa che non riguarda ciò che riguarda gli oggetti reali, ma che la magia in sostanza opera nel mondo della mente. Il testo “Promethea” non è male, fornendo alcuni dei rudimenti magia; vi è del materiale riguardante le quattro armi magiche e la loro importanza.

Trovate il vostro percorso.. Suggerirei, ma questo è solo un mio parere, di non unirsi a gruppi di studio, od organizzazioni, o logge, o culti. Ciò non significa che qualche volta non sia costruttivo condividere i vostri pensieri con altre persone, ciò che sto suggerendo è invece che ne Libro di Magia vi è scritto di trovare un amico/a con i vostri medesimi interessi. Non c’ è bisogno di acquistare qualsivoglia lettura in merito alle idee che alcune logge magiche, organizzazioni o culti hanno da offrire, perché potresti ritrovarti a far parte di organizzazioni dove, sai, intendo dire, è a volte abbastanza difficile evitare, in questi ambiti, di incorrere in delusioni, ma forse è meglio che facciate di queste esperienze, ed è meglio che le delusioni siano vostre proprie piuttosto che quelle un terzo gruppo che le impongono ai propri seguaci. Quindi, è meglio sperimentare e crearsi la propria via, almeno secondo il mio punto di vista; la cosa migliore è sperimentare e scegliersi una propria via.

Leggete onnivoramente, e scoprirete che i libri che avete letto vi condurranno in modo naturale verso altri libri, alcuni dei quali saranno di vostro gradimento, ed altri no.

P: Avrei un altro paio di domande. Una persona ti chiede: “Ma tu credi nelle fate?”

AM: Se credo nelle fate? Beh, io credo in ogni creatura che l’ umana immaginazione ha saputo inventarsi, in senso ontologico, cioè nell’ idea che le fate esistono, e credo che le fate siano le idee delle fate, proprio come penso che gli dei sia l’ idea degli dei, che queste cose esistano in un mondo di idee in cui esse sono completamente reali, e basta solamente guardare ai disegnatori di fate Vittoriani, e a quanti di questi siano finiti col diventar pazzi; dovete soltanto guardare il  Fairy Feller Master Stroke di Dadd per vedere che quella  piccola figura dell’ uomo anziano con il volto di Richard Dadd che sedeva là, sembrando piuttosto ansioso, sembrando che ti guardi fuori dal quadro, sedendo là su quel ceppo, e non penso: “Oh, è Richard Dadd che si è fatto un autoritratto all’ interno del suo capolavoro in miniatura”, penso invece: “Quello è Richard Dadd intrappolato nel quadro. Le fate lo avevano rapito”. Era con le fate in quel momento.

Lo stesso accadde a Richard Doyle, il padre di Arthur Conan Doyle, ed alcuni dei suoi quadri sembrano, i più tardi, che non siano affatto giubilanti, sembra  siano ambientati nella zona diurna di un manicomio, ed avete una figura con lo sguardo rivolto verso il tavolo che sembra non voler guardare, mentre questi diavoletti e fate svolazzano nell’ aria. Voglio dire, ho avuto a che fare con le fate, o cose che sembravano esserlo, durante una delle mie esperienze magiche. Erano piuttosto carine come quelle Vittoriane al posto di essere sullo stile postmoderno d Neil Gaiman. E’ solo la mia mente, presumo, ma sì, nei termini che ho appena descritto, sì, credo ad ogni cosa.

P: Certo, Conan Doyle ci credeva eccome, nevvero?

AM: Beh, se credessi nello stesso senso letterale in cui Conan Doyle voleva credere, crederei che queste cose siano reali; i non credo siano reali al di fuori del mondo delle idee e della mente, ma allora non c’ è bisogno che siano reali oltre quel reame, poiché in quel reame sono completamente vere, e possono influenzarci in maniera profonda, così come qualsiasi abitante del mondo immaginario: angeli, demoni e mostri.

 

 

 ESCAPE='HTML'

 

Padraig O Mealoid is a journalist of the comics world. We don' t know so much about him, what we know is that he interviewed Alan Moore during the Mighy Moore Marathon, a convention totally dedicated to this last one great, talented and well known comic artist... as well as an occultism expert. For those who might not know who Alan Moore is, we provide here a partial profile:

 

 ESCAPE='HTML'

Alan Moore (born 18 November 1953) is an English writer primarily known for his work in comic books including Watchmen, V for Vendetta, and From Hell.Frequently described as the best graphic novel writer in history, he has been called "one of the most important British writers of the last fifty years".He has occasionally used such pseudonyms as Curt Vile, Jill de Ray,Translucia Baboon and The Original Writer.

Moore is an occultist, ceremonial magician, and anarchist, and has featured such themes in works including Promethea, From Hell, and V for Vendetta, as well as performing avant-garde spoken word occult "workings" with The Moon and Serpent Grand Egyptian Theatre of Marvels, some of which have been released on CD.

 

Religion and magic

In 1993, on his fortieth birthday, Moore openly declared his dedication to being a ceremonial magician, something he saw as "a logical end step to my career as a writer".[51] According to a 2001 interview, his inspiration for doing this came when he was writing From Hell in the early 1990s, a book containing much Freemasonic and occult symbolism: "One word balloon in From Hell completely hijacked my life ... A character says something like, 'The one place gods inarguably exist is in the human mind'. After I wrote that, I realised I'd accidentally made a true statement, and now I'd have to rearrange my entire life around it. The only thing that seemed to really be appropriate was to become a magician." Moore associates magic very much with writing; "I believe that magic is art, and that art, whether that be music, writing, sculpture, or any other form, is literally magic. Art is, like magic, the science of manipulating symbols, words or images, to achieve changes in consciousness ... Indeed to cast a spell is simply to spell, to manipulate words, to change people's consciousness, and this is why I believe that an artist or writer is the closest thing in the contemporary world to a shaman.

Connecting his esoteric beliefs with his career in writing, he conceptualised a hypothetical area known as the "Idea Space", describing it as "... a space in which mental events can be said to occur, an idea space which is perhaps universal. Our individual consciousnesses have access to this vast universal space, just as we have individual houses, but the street outside the front door belongs to everybody. It's almost as if ideas are pre-existing forms within this space ... The landmasses that might exist in this mind space would be composed entirely of ideas, of concepts, that instead of continents and islands you might have large belief systems, philosophies, Marxism might be one,Judeo-Christian religions might make up another." He subsequently believed that to navigate this space, magical systems like the tarot and the Qabalahwould have to be used.

Taking up the study of the Qabalah and the writings of the notorious early 20th-century occultist Aleister Crowley, Moore accepted ideas from Crowley's religion, Thelema, about True Will being connected to the will of the pantheisticuniverse. In some of his earlier magical rituals, he used mind-altering psychedelic drugs but later gave this up, believing that they were unnecessary, and stated, "It's frightening. You call out the names in this strange incomprehensible language, and you're looking into the glass and there appears to be this little man talking to you. It just works."[75]

Moore took as his primary deity the ancient Roman snake god Glycon, who was the centre of a cult founded by a prophet known as Alexander of Abonoteichus, and according to Alexander's critic Lucian, the god itself was merely a puppet, something Moore accepts, considering him to be a "complete hoax", but dismisses as irrelevant. According to Pagan Studies scholar Ethan Doyle-White, "The very fact that Glycon was probably one big hoax was enough to convince Moore to devote himself to the scaly lord, for, as Moore maintains, the imagination is just as real as reality.”

 

After this introduction, we provide you the part of the interview extrapolated from the full one in order to focus on what we mainly are interested and to discover Moore’ s point of view about certain esoteric themes. So, here’ the interview… 

 

PÓM: Good. OK, next, a lot of questions about magic. A couple of people saying they’re interested in magic from reading about yourself and your own work and so on, and saying where should they start? What should they be reading, where should they be looking?

AM: Well, I would say, the advice that Steve Moore gave me is to pick a god or, depending on how you look at it, let a god pick you. Some moment of recognition, something that – an idea, a concept – that you can explore. Obviously if they’re interested in magic then, what, Thoth, Hermes, Mercury, might be a good one, but they’ll find their own god, and it’s sort of, it’s a conceptual form that they can then explore and they can perhaps build up a kind of relationship with. In the Book of Magic we’ll be talking about all of this.

In terms of what books to read, I would say get a couple of decent books, get a good book on Qabalah, because basically all of the other magic systems, or the majority of them, do map very easily onto Qabalah. It was the system that the Golden Dawn based most of their rituals and grades upon, it’s fairly central to understanding how magic kind of fits together. This is not the Madonna version of the Qabalah, this is, I mean, there’s a book by a guy called Will Parfitt called The Living Qabalah or The New Living Qabalah – I think there was a couple of editions of it – that is very lucid, and would give you at least some beginner’s information.

Basically, what’s quite good advice is to just read any old rubbish, and cram your head full of a lot of mixed-up occult information and occult nonsense, which there’ll be a tremendous amount of, and just simply rely upon your own discrimination, your developing sense of discrimination to actually sort out what is valuable and what is not. You’ll find that having all these little ideas in your head, it helps to put your consciousness into the right kind of areas, you’ll find that you’re considering new ideas, some of them you’ll dismiss, some of them you’ll perhaps find are valuable.

Aleister Crowley’s Magick Without Tears is quite good, because that was written for people who hadn’t really got any grasp of his sometimes esoteric occult ideas (now out of copyright it can be read free online here – Joe). To get the flavour of magic, they could do a lot worse than read a couple of the books by Lon Milo Duquette, one of his books in particular, My Life with the Spirits by Lon Milo Duquette gives something of the flavour of magic, and he’s a very entertaining writer. Robert Anton Wilson. His Illuminatus trilogy is of course wonderful, and does contain a lot of information about both anarchy and magic and all sorts of other things, but some of the things that he did for New Falcon Books, like Coincidance and Prometheus Rising and the, what was originally The Playboy Book of the Breast, which actually became in Wilson’s handling a kind of meditation upon female goddess energy.

Like I said, these are all ones that I’ve enjoyed, and which will perhaps give you a kind of a way into the kind of ideas that you should be thinking about, and also try to remember that this is all happening upon a level of pure metaphor. That doesn’t mean it won’t affect things that happen in the real world, but that magic basically happens in the world of the mind. Promethea is not a bad place to find at least some of the rudiments of magic; there’s stuff about the four magical weapons and their importance.

Find your own way. I would advise, this is purely my taste, but I would advise not joining schools of belief, or organisations, or lodges, or cults. That’s not to say that there isn’t sometimes advantages to sharing your thoughts with other people, but what we’re advising in the Book of Magic is, find a friend with the same interests. You don’t need to buy into whatever ideas some magical lodge or organisation or cult has, because you can find yourself running into organisations where, you know, I mean, it’s difficult enough sometimes to avoid, in this kind of territory, running into delusion, but it’s better if you do, it’s better that the delusions are your own, rather than those of a third party who’s imposing them upon his or her followers. So, it’s best to try and make your own way, at least in my experience, it’s best to try and make your own way.

Read omnivorously, and you’ll find that the books that you read will lead naturally to other books, some of which will be to your taste, some of which won’t. Or, wait a couple of years until The Moon and Serpent Bumper Book of Magic is out, and hopefully that’ll be your one-stop shop for all magical and occult information.

PÓM: I have two more questions. One person asks, “Do you believe in fairies?”

AM: Do I believe in fairies? Well, I believe in absolutely every creature that the human imagination has ever thrown up, in an ontological sense, in that the idea of fairies exists, and I believe that fairies are the idea of fairies, just as I believe that gods are the idea of gods, that these things exist in a world of ideas in which they are completely real, and you only have to look at the Victorian fairy painters, and how many of them ended up mad, you only have to look at Richard Dadd’s Fairy Feller’s Master Stroke to see that little figure of the old man with Richard Dadd’s face sitting there, looking really anxious, staring out of the picture at you, sitting there on his log, and I look at that, and I don’t thing, “Oh, that’s Richard Dadd painting himself into his own, you know, miniature masterpiece,” I think, “That is Richard Dadd trapped in a painting. The fairies got him.” He was away with the fairies.

The same went for Richard Doyle, Arthur Conan Doyle’s dad, and some of his paintings look like, the later ones, that are not jubilant at all, they look like they’re taking place in the dayroom of a madhouse, and you’ve got a figure staring at the table, trying not to look, as these little imps and fairies caper through the air. I mean, I’ve experienced fairies during some of my magical experiences, or things that seemed to be fairies. They were quite traditional cute Victorian ones, rather than spiky post-modern Neil Gaiman ones. That’s just my mind, I guess, but yes, in the terms that I’ve just described, yes, I believe in everything.

PÓM: Of course, Conan Doyle himself was a big believer, wasn’t he?

AM: I mean, whether I believe in the same literal way that Conan Doyle wanted to believe, I believe these things are real; I do not believe they are real outside the world of ideas and the mind, but then they have no need to be real beyond that realm, because in that realm they’re completely real, and they can affect us profoundly, as with any of the other denizens of the imaginary terrain, the angels and demons and monsters.